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Domande tecniche

Cosa è il KiteGen?

Con questo termine si indica un’intera famiglia di sistemi, di nuova concezione, volti ad estrarre energia dal vento a costi competitivi con il carbone. In particolare, obiettivo della tecnologia, è lo sfruttamento del giacimento energetico costituito dai venti che soffiano, costanti ed intensi, in quota (fra 500 e 1000 metri dal suolo), non raggiungibili dalle tradizionali torri eoliche.

Addirittura un’intera famiglia?

Un piccolo dimostratore mobile è stato installato sul cassone di un piccolo camion ed è stato provato con successo. I modelli successivi cresceranno in dimensione e in resa energetica.

Non come le tradizionali “pale eoliche” quindi?

Infatti: una torre eolica tradizionale, come tutti la conosciamo, è un rotore orizzontale, in grado di sfruttare il vento a poche decine di metri dal suolo. Il KiteGen (nel modello più semplice e con la spiegazione più elementare) è un aquilone (“kite” in inglese) che vola a centinaia di metri di quota e che viene pilotato da un sistema automatico che, invece, si trova a terra. L’ala, durante la salita a ventaglio, assimilabile a un movimento a “8″, tira e svolge le funi che fanno girare gli argani sui quali sono avvolte. Gli argani sono collegati ai generatori elettrici, che svolgono anche la funzione di motori per il controllo e il recupero delle funi.

Al termine della salita, l’ala viene posta in una posizione e in una configurazione di minima resistenza e riavvolta con una spesa energetica molto bassa. L’ala, quindi, compie ciclicamente fasi di salita e di discesa.

In modelli di KiteGen più complessi, invece, una struttura ad anello simile ad una giostra ma in sostanza un generatore elettrico ad asse verticale, viene messa in rotazione da una serie di unità come quella appena descritta (cioè ala, funi che la collegano a terra e dispositivo di controllo di volo). Queste unità in questo impianto più complesso non svolgono il movimento di salita e discesa ma percorrono una traiettoria a grandi linee circolare.

Maggiori dettagli sono disponibili sul sito del KiteGen e, in particolare, sulla pagina delle FAQ del KiteGen stesso.

È un’idea originale ma sono così importanti le forze in questione?

Sì: non siamo abituati a pensarlo ma a centinaia di metri di quota, è come se si muovessero dei “fiumi d’aria” che, per intensità e costanza, ricordano appunto quelli d’acqua (alleviando il problema dell’intermittenza della generazione di energia elettrica dell’eolico tradizionale).

Come indicato su Wikipedia:

Esistono due nastri di vento che avvolgono la Terra, uno passa sopra la terra del fuoco nell’emisfero australe e l’altro passa sopra l’Europa. L’altezza del nastro europeo va da circa 500 m fino a 10000 m di altitudine mentre la larghezza è di 4000 o 5000 Km. I dati salienti sono una potenza media di 2 KW al metro quadrato.

Il vento di alta quota ha quindi la caratteristica di essere quasi sempre presente ed è molto forte (15 m/s ovvero 2 KW/m²), mentre quello a livello del terreno è forte solo in pochi siti e per circa 1700-1800 ore all’anno (ore che rappresentano il rapporto kWh prodotto in un anno rispetto alla potenza dell’aerogeneratore).

C’è quindi un’immensa quantità di energia disponibile, un vero e proprio giacimento che è ora possibile utilizzare grazie al KiteGen.

Nel caso di basse temperature e presenza di umidità, è possibile che la formazione di ghiaccio sui profili impedisca il buon funzionamento delle macchine?

I kite vengono continuamente manovrati, quindi “piegati” da una parte e dall’altra: questo movimento farà “saltare” eventuali formazioni di ghiaccio.

Sono stati individuati i siti sui quali installare le torri KiteGen?

Non ci sono siti privilegiati, anzi, a differenza delle torri eoliche tradizionali, che hanno bisogno di crinali particolarmente pregiati dal punto di vista paesaggistico, i KiteGen singoli o a giostra possono essere installati anche in pianura, con una buona resa (ore effettive a potenza nominale).

Ci sono i permessi per almeno un sito?

Al momento vi sono i permessi per il kitemobile, la versione montata su di un camion, che è servita per completare la sperimentazione. Il permesso temporaneo per il kitemobile è facilmente ottenibile rivolgendosi agli uffici ENAC-ENAV delle zone di competenza, che emetteranno un NOTAM (Notice to Air Men). Nel caso di un sito fisso occorre prevedere dalle autorità l’istituzione di una zona di non sorvolo, limitatamente ai piccoli aeromobili, in quanto i corridoi delle linee aeree sono situati ad altezze decisamente superiori, intorno agli 8-10 mila metri. Occorre tenere presente che tutt’ora, sopra le centrali nucleari, c’è il divieto di sorvolo e che il progetto KiteGen ambisce alla costruzione di centrali con potenze paragonabili a quelle nucleari.

È stata già prodotta effettivamente energia elettrica con questi impianti?

Il prototipo ha già prodotto oltre 25 KW elettrici con una vela da 20 m² (una potenza dieci volte maggiore di quanto riportato dal quotidiano “La Repubblica” l’11 giugno 2008): una vela da 100 m² potrebbe trasferire oltre 1 MW di potenza meccanica, non 100 KW come scritto nell’articolo. Quando sarà pronta la vela ad alta efficienza aerodinamica, si potrà arrivare (con vento medio) anche a 5 MW.

Wind Operations Worldwide S.p.A.

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14 Luglio 2010

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